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  • Interesse di bottega Umanesimo Umanesimo

    Lunedí, 08. Novembre 2010 14:13h
    Non parlo della tendenza egoistica a farsi i propri comodi, possibilmente alle spalle della collettività, campo in cui possiamo vantare vere eccellenze, ma di quel fenomeno imprenditoriale che ha contribuito all’esplosione artistica ed economica del Rinascimento.
    Fino all’epoca industriale, le botteghe sono sempre state i luoghi preposti alla realizzazione di opere ed alla produzione di manufatti. Alla fine del Medioevo, però, la bottega si struttura in modo specificamente gerarchico, sotto la direzione di un maestro, che interagisce con la committenza, definisce le linee guida del lavoro e ripartisce i compiti tra i collaboratori. Il nome del maestro è la garanzia di qualità.
    Nella bottega si svolgeva un gran numero di attività, anche piuttosto diversificate, dal concepimento di opere imponenti alla realizzazione di oggetti di uso quotidiano. Il risultato finale era frutto dunque di una sinergia efficiente, anche se la firma era prerogativa del maestro.
    L’artista si formava all’interno della bottega, ricoprendo varie mansioni, fino a quando non era in grado di mettersi in proprio, ed acquisiva una solida competenza artigianale e gestionale.
    Ora, malgrado la rivoluzione industriale abbia sovvertito la dimensione dell’artigianato, e la figura dell’artista sia percepita nel proprio isolamento creativo, ritroviamo ancora una certa analogia tra le antiche botteghe e gli atelier degli stilisti di moda. E guarda caso, quel made in Italy è proprio il settore trainante perfino della nostra immagine nel mondo, come dimostrato dall’accoglienza entusiastica (all’estero) del film documentario su Valentino Garavani.
    Allora, non sarà che in Italia il più efficace sistema produttivo sia quello delle botteghe di una volta? Non sarà che queste piccole e medie imprese siano le vere eredi della nostra epoca d’oro?
    Non sarà che dobbiamo puntare su quella straordinaria capacità non solo organizzativa, ma anche creativa, per ritrovare gli antichi splendori, pure in campo artistico?
    Si tratterebbe certo di rinunciare alla romantica immagine dell’artista maledetto, a vantaggio di quella dell’imprenditore accorto. Ma non sarà che questo andrebbe a toccare qualche altro interesse di bottega?

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